IL BRUTO DEI TORIES

Ha la faccia porcinesca, Michael Gove, con gli occhi piccoli e lo sguardo freddo. E di freddezza ne deve avere da vendere.

Michael-Gove

 

Da ieri è considerato l’uomo politico britannico più spietato della recente storia British. E’ lui ad aver  voltato le spalle a Boris Johnson, l’ex sindaco di Londra, che voleva candidarsi alla guida dei Tories e della Nazione. E invece, l’ ” amico” Gove, che fino a l’altro ieri gli aveva giurato fedeltà, quello con cui Johnson aveva condiviso le fatiche e poi le gioie di una campagna elettorale a favore della Brexit, lo ha pugnalato alle spalle. Ecco spiegata anche quella misteriosa citazione dell’ex sindaco di Londra al Bruto nel Giulio Cesare di Shakeaspeare durante la conferenza stampa.

” Ho consultato amici e colleghi e viste le circostanze non posso essere quella persona” ha detto Johnson a mezzogiorno di ieri con la zazzera bionda sempre più somigliante a quella di Donald Trump agli esterrefatti giornalisti nella giornata più drammatica della vita politica britannica post Brexit. La sua candidatura era data per certa. Quel che e’ successo rivela uno sbandamento nei Tories ma anche un cinismo della politica inquietante. 

Esponente dell’ala destra conservatrice, attuale ministro della giustizia, Michael Gove ha annunciato la sua candidatura dicendo “ho capito che Boris non è capace di guidare il Paese”. Un atto definito dagli alleati di Johnson “a midnight treachery”, il tradimento di mezzanotte. E per Gove prevedono un “pozzo molto profondo all’inferno”. Forte sostenitore della Brexit, che però gode di sempre minore appeal nel Paese, Gove se la vedrà con altri 4 aspiranti ad una poltrona che vale doppio: quella di leader dei conservatori e di primo ministro. Ma di questi deve temerne soprattutto una. La ministra dell’interno ultracinquantenne Theresa May, esponente del Remain, la nuova lady di ferro, o l’Angela Merkel inglese, come l’ha battezzata il Daily Telegraph. Entro il 9 settembre la scelta dovrà essere fatta. Nel frattempo la Brexit resta congelata. Senza un governo e un leader che dia il via alla procedura di uscita, l’Europa è ostaggio del Regno Unito. 

(credits Corriere della Sera, Sole 24 ore, Cnn, Telegraph)

 

 

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