Psicosi #Ebola

La paura viaggia più veloce di Ebola. Si moltiplicano i falsi allarmi come accaduto a Milano e a Roma, con attacchi epilettici scambiati per sintomi del virus, aumentano i casi sospetti e i summit internazionali, mentre è sempre più difficile evacuare i malati infettati perché persino i piloti degli aerei-ambulanza che devono trasportarli si rifiutano, il rischio è troppo alto, dicono.

Il consiglio di sicurezza dell’Onu si riunisce oggi a New York per capire come affrontare la situazione. Obama e Ban Ki Moon lanciano un appello a tutti gli Stati affinché raddoppino gli sforzi per far fronte all’epidemia. Ebola ha ucciso gia’ 4000 persone dall’inizio dell’anno su 7400 casi in 7 Paesi, soprattutto Liberia, Sierra Leone e Guinea. In Canada, Stati Uniti e Gran Bretagna i controlli negli aeroporti sono ormai stringenti per i passeggeri provenienti dall’Africa. Ma non sono sufficienti, anche perche’ di Ebola non sappiamo ancora tutto. Avevano detto che il virus era contagioso solo finche’ c’erano i sintomi. Invece secondo il Centro Europeo di Controllo delle malattie serbatoi di Ebola sono stati evidenziati nel latte materno e nello sperma dopo la scomparsa del virus dal sangue. E’ la prova che uno dei patogeni più mortali al mondo è più resistente di quel che si pensasse. E sta evidenziando l’estrema fragilità del sistema sanitario, non solo africano. Mancano strutture adatte e personale competente, come ha dimostrato il contagio dell’infermiera che ha curato il paziente zero Thomas Duncan a Dallas. Resta anche l’incognita dei vaccini e dei farmaci. Il farmaco che sconfigge Ebola c’e’, anche se ci sono poche dosi. Non si sa se sia stato dato al paziente di Dallas, Thomas Duncan, mentre l’infermiera spagnola è stata curata con trasfusioni di sangue di Paciencia Melgar, la suora missionaria guarita dopo aver contratto il virus in Liberia. Esiste anche un vaccino, preparato in Maryland e sperimentato prima sulle scimmie e poi sull’uomo in Mali. Diecimila dosi potrebbero essere pronte entro la fine dell’anno. Ma basteranno?

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