Aaron, ladro del sapere, primo martire dell’era digitale

Aaron Swartz era un giovane  hacker.  Genio del web, programmatore, scrittore, archivista, attivista per la libertà su internet,  si è impiccato a 26 anni nel suo appartamento a  Brooklyn l’11 gennaio.

“La depressione  è quello stato d’animo di quando ci si sente soli, o qualcuno che amiamo se ne va, o un progetto sfuma. Ci si sente vuoti, senza valore. Solo che la depressione arriva, e se ne va, senza motivo”. Così scriveva Aaron  sul suo blog nel 2007, quando il genio fragile del web, cofondatore di Reddit, Creative Commons, Rss 1.0, era poco più che ventenne.

“L”eroe folk di internet”,come lo definisce il Los Angeles Times, ha spinto la sua battaglia per un internet senza barriere così in avanti da creare un caso che sta scuotendo l’America e il suo sistema giudiziario.  Il ribelle idealista è stato trattato come uno dei peggiori criminali, alla stregua di assassini e stupratori di bambine. Accusato di aver rubato milioni di pubblicazioni scientifiche dalla biblioteca digitale del Mit (la più celebre università della tecnologia americana) per metterle in rete, rischiava 35 anni di prigione. Il suo avvocato ha cercato di patteggiare fino all’ultimo con l’accusa. Ma il procuratore del Massachussets, Carmen Otiz, ha sentenziato: “rubare è rubare, che si usi un piede di porco o un computer”.  E Aaron si è legato una corda attorno al collo e si è ucciso. Un gesto disperato che ha suscitato emozione in tutto il mondo.

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Qui in Italia no. Se ne è parlato poco sui giornali, per niente in tv. E non è un caso che i peggiori articoli su Swartz siano apparsi su due quotidiani italiani. Soprattuto quello dell’inviato a New York di Repubblica Angelo Aquaro. Passi pure il paragone con la morte di un divo del rock ma la frase che paragona il genio Aaron ai “tanti, troppi smanettoni depressi come lui, entusiasti delle macchine e con la testa nelle nuvole, nei mille cloud che custodiscono i nostri dati e le nostre vite”   è davvero di cattivo gusto e la prova che non ha capito nulla, o forse ha paura dei fenomeni sociali che mettono in discussione la sua professione. Perché il nostro mondo sta cambiando in fretta e persino l’Italia dovrà presto fare i conti con il problema della libertà di internet, che  riguarda la libertà nel suo complesso. E nel nostro Paese finora si è discusso su come limitarla invece di cercare di renderla più aperta.

Comments

  1. Johne197 says:

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  2. Capisco bene come si possa esser sentito un genio idealista come lui di fronte a tale condanna ed in particolare all’insulso paragone riguardo al tipo di reato da parte del magistrato giudicante, in quanto anch’io posso definirmi un genio idealista (con le dovute distanze)come lo era il grande Nicolas Tesla,leggittimo padre della Radiofonia e non solo il quale, tra le altre cose, con i suoi travagliati studi “a singhiozzo”(tipici del genio quattrinato che vede in breve venir meno i fortuiti finanziamenti da parte di mecenati avidi di risultati a breve termine) aspirava ad un sistema ,basato su un dispositivo ad energia elettrostatica ,che secondo lui avrebbe fornito ENERGIA ELETTRICA GRATIS PER TUTTI,cosa che naturalmente va’ contro le “normali”leggi di mercato e che lo porto’ alla sua prematura scomparsa attribuita a servizi segreti stranieri.Nel mio piccolo ho pensato di recente ad un sistema che sfruttando diversi tipi di piante potesse generare differenza di potenziale e quindi elettricita’(ho saputo poi dei pannelli solari utilizzanti Frutti di Bosco ideati nell’universita’ Roma 3)ed in passato,forse in preda ad un anomalo delirio d’onnipotenza,pensai ingenuamente di poter offrir me stesso al diavolo pur di ottenere la scomparsa di tutti i “cattivi” del mondo in una proposta chiaramente non accettabile da chi e’ riconosciuto come la fonte del male,comunque disposto al peggio pur di risolvere tutti i problemi del mondo.Con questo non voglio certo asserire che Aaron possa aver ragionato in tal senso nel prender la sua estrema decisione e quanto meno voglio fare l’Apologia del Suicidio ,visto che probabilmente sarebbe risultata risolutiva una sorta di CLASS ACTION della categoria ACHERS per ottenere una sentenza in grado di creare un precedente
    utile a leggittimare la libera acquisizione nozionistica senza fini di lucro ,sia da parte dei fornitori che dei fruitori:voglio solo far notare che quello che passa in una mente adrenalinicamente fervida di idee costruttive come quella di Aaron non e’ certo comune a tutti e che,la storia purtroppo insegna,perseguire un sogno non e’ mai indolore e quantomeno provoca emarginazione da parte di chi non e’ in grado di comprenderne la portata. P.P.(alias POLIFONIK)

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