L’Italia che nessuno vi racconta: Massimo Banzi

“C’è un’ Italia allo sbando, che invecchia e cade a pezzi giorno dopo giorno” mi scrive Karim Lapenna su Twitter. Sì, gli rispondo, ma c’è anche un’Italia giovane – non solo anagraficamente- attiva, creativa, produttiva, che non si abbatte e che nessuno racconta. 

Pochi conoscono ad esempio Massimo Banzi, inserito insieme a Steve Jobs, Mark Zuckberger, Sergey Brin tra i 10 innovatori del decennio, secondo una classifica del Sole 24ore. Massimo Banzi è un ingegnere, ex docente della scuola di Interaction Design di Ivrea, che si è inventato una scheda elettronica, Arduino, che è entrata nei laboratori di tutto il mondo.  Grazie ad Arduino inventare è un gioco da ragazzi. Possiamo costruire un cellulare, una stampante hd, un robot  tutto da soli e senza essere esperti ingegneri. Non solo. Nel mondo dei brevetti e delle lotte senza esclusione di colpi tra giganti del software e dell’hardware (vedi Apple vrs Samsung) Banzi ha messo il suo sapere a disposizione di tutti sul web. Un signore dell’open source hardware che ha dato impulso a start up in tutto il pianeta. Grazie al suo microcontroller nascono iniziative ed esperimenti nei paesi in via di sviluppo. E  ora pensa a progetti nelle scuole.

La sua azienda è costituita da una sola stanza ai piedi delle colline di Ivrea. Scrive la rivista Wired: ” il gruppo ha creato una società basata sull’idea di regalare tutto. Sul suo sito sono pubblicati i segreti commerciali perché chiunque li possa prendere: gli schemi, i file di progetto e il software per la scheda. Scaricateli e potrete produrre un Arduino da soli; non esistono brevetti. Potete inviare i progetti a una fabbrica cinese, far produrre in massa le schede e venderle, intascandovi gli utili senza pagare a Banzi nemmeno un centesimo di royalty. Anzi, lui spera che voi lo facciate”. 

“Nel 2006, Arduino aveva venduto 5mila unità; l’anno successivo 30mila. Gli appassionati le utilizzano per creare robot, per far ridurre i consumi al motore della loro automobile e per costruire modellini di aeroplani senza pilota. Una società chiamata Botanicalls ha sviluppato un dispositivo basato su Arduino che controlla le piante di casa e telefona all’utente quando hanno bisogno di essere innaffiate”. 

Eh sì, c’è davvero un’Italia di cui andare orgogliosi.

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